Una scuola nata dal coraggio di immaginare un’educazione diversa. E cresciuta grazie alle persone che, generazione dopo generazione, hanno scelto di darle vita.
Dai primi passi nella Milano del dopoguerra alla sede di via Clericetti: la nostra storia intreccia pedagogia, impegno delle famiglie e lavoro degli insegnanti. Un progetto condiviso che ha esteso il suo cammino dall’infanzia all’adolescenza.

Tutto comincia con un’idea
A Milano un gruppo di studiosi di antroposofia è attivo già dal 1911. Nel dopoguerra, il desiderio di educare i figli secondo la pedagogia di Rudolf Steiner diventa un progetto concreto: offrire ai bambini un luogo in cui crescere attraverso conoscenza, arte e relazione.
A renderlo possibile sono soprattutto due donne: Emma Reciputi, direttrice di un asilo comunale, e Lavinia Mondolfo, che a 74 anni avvia un impegno destinato ad accompagnare la scuola per oltre un quarto di secolo.
Le tappe di un progetto condiviso
Le fotografie dell’archivio, prive di datazione, accompagnano il racconto dei luoghi e della vita della scuola.
1946
I primi passi, in via Pergolesi
Emma Reciputi e Lavinia Mondolfo avviano una sperimentazione pedagogica in un asilo comunale. Quando l’esperienza non può proseguire nella scuola pubblica, le famiglie si impegnano a dare continuità al percorso. Nell’attesa di una sede, le lezioni si svolgono anche in casa di Lavinia.
15 marzo 1950
Una casa alla Guastalla
In via Francesco Sforza 23, presso il Giardino della Guastalla, viene inaugurata la prima scuola steineriana in Italia. Un edificio un tempo adibito a caffè diventa la casa di una comunità educativa: per quasi tre decenni accoglie asilo e classi elementari.

1966–1972
Il futuro diventa un impegno comune
Su iniziativa di Iberto Bavastro nasce nel 1966 l’Associazione Amici della Scuola Steineriana, per assicurare continuità alla gestione. Nel 1972 ottengono il riconoscimento giuridico sia l’Associazione sia la Fondazione Lavinia Mondolfo, costituita con lo stesso intento di custodire il futuro della scuola.
1979
Il percorso arriva alle medie
Un gruppo di genitori sostiene l’estensione degli studi fino all’ottava classe. I nuovi spazi in via Commenda permettono di accogliere le classi e di utilizzare un teatro: prende forma un percorso educativo che accompagna anche la prima adolescenza.

1982
Nasce il liceo
Nell’autunno del 1982 parte la prima IX classe, in via Commenda. Lucio Zannini insegna le materie scientifiche e Anna Gaeta quelle letterarie. Il sostegno delle famiglie e il lavoro dei docenti aprono la strada alla scelta della maturità scientifica.
19 settembre 1983
La scuola entra in via Clericetti
Bambini e ragazzi entrano nella nuova sede, ricavata nell’ex Istituto sieroterapico. Genitori, studenti e insegnanti partecipano alla ristrutturazione. Donazioni e lavoro condiviso consentono poi di ampliare gli spazi, realizzare il teatro e dare posto ai laboratori.

1993
Una nuova fase di crescita
Una parte degli insegnanti avvia una nuova scuola in via Pini. In via Clericetti restano inizialmente due classi del liceo e due elementari. Le richieste delle famiglie e un intenso lavoro di formazione dei docenti permettono di ricostituire, nel giro di due anni, gran parte del percorso.
1996
Il riconoscimento del percorso
Medie e superiori ottengono il riconoscimento legale sperimentale. Il piano di studi mantiene elementi fondamentali della pedagogia steineriana: insegnamento a epoche, attività artistiche e artigianali, esperienze di agricoltura, agrimensura e forestazione. Diventa possibile sostenere la maturità all’interno della scuola.
2000–2001
Nuove strade per l’arte e la cura
Nell’anno scolastico 2000/2001 nasce l’Istituto d’Arte, con un percorso dedicato alla produzione artistica e alla decorazione pittorica. La storia della scuola si arricchisce anche del progetto di pedagogia curativa, avviato su impulso della maestra Raffaella Brambilla per bambini bisognosi di cure speciali.

2000–2008
Spazi più accessibili, una gestione cooperativa
Un nuovo ciclo di lavori adegua gli edifici e si conclude nel 2008 con l’ascensore donato dalla Fondazione Cariplo. Nello stesso anno l’Associazione affida la gestione della scuola alla Rudolf Steiner Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS: un passaggio verso una nuova organizzazione della comunità.
Una comunità che costruisce, insieme
La sede, le classi, i laboratori: dietro ogni tappa ci sono persone che hanno messo a disposizione tempo, competenze e risorse. Il contributo delle famiglie e il lavoro degli insegnanti hanno permesso alla scuola di affrontare cambiamenti, ampliare il percorso e rinnovare i propri spazi.
Già nel 1957 Lavinia Mondolfo immaginava una scuola capace di accompagnare gli allievi fino ai diciotto anni. Quel desiderio attraversa tutta la nostra storia: crescere insieme ai bambini e ai ragazzi, continuando a trasformarsi.